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Fucacoste e cocce priatorie

Fucacoste e cocce priatorie Categoria: Altro
Data: 01/11/2006 ore 00:00:00

Nella preistoria l'uomo accendeva il fuoco con l'intento di riscaldare, purificare e tenere lontani gli spiriti del male. Oggi si accende il fuoco per poter far ritrovare la via di casa alle anime del purgatorio e offrire loro un po' del calore che il regno oltremondano non può più offrire; è calore umano, è calore fisico che i vivi intendono trasmettere alle anime dei propri cari. Un tempo, quando in quest'angolo di mondo non vi era il fragore dei media ed il carattere profano era ancora vivo, si usava porre in una bacinella piena d'acqua dell'olio e sopra si poneva un treppiede con una lambada (luce ad olio): alla fioca luce della candela si poteva assistere, secondo i vecchietti, alla sfilata delle anime del purgatorio. Per le strade risuonava il crepitio delle ginestre e in ogni angolo ardeva un fuoco. Elemento caratterizzante era la ginestra. Per quale motivo? La ginestra è un arbusto che cresce abbondantemente sui fianchi dei monti e delle colline orsaresi ed in più esso è profumato e si volatilizza facilmente, facendo sembrare che il legame cielo terra si compia sotto i nostri occhi. Tale era il senso del fuoco presso le popolazioni antiche che accompagnava sempre i sacrifici.Solo in questo luogo i falò ,"fucacoste", si accendono la sera del primo novembre: per tutta la notte ardono numerosissimi, vicino alle abitazioni si appendono lezucche antropomorfe con una candela accesa all'interno(1) e le vecchiette, prima di andare a letto, prendono dal falò un po' di brace e la portano in casa, deponendola nel camino o in un braciere. E' convinzione che le anime dei defunti ritornando fra i vivi facciano visita ai parenti e ritornino alle dimore dove avevano vissuto, si riscaldino e continuino il loro peregrinare per tutta la notte. E' dunque un atto di cortesia per i defunti , un gesto d'amore per queste anime che ritornano , ma è anche atavica paura per il regno ultramondano, quasi come se mancando al dovere dell'ospitalità o del calore familiare il defunto possa vendicarsi sui vivi. Altro elemento curioso era ed è la compartecipazione al fuoco: se non si provvede a farne uno proprio, si partecipa al rito mediante l'apporto di qualche fascina o d'alcuni tronchi a quello del vicino.- Secondo la credenza popolare la zucca accesa avrebbe fatto ritrovare al defunto la casa dove era vissuto, proprio come ha fatto Demetra per far ritrovare la strada a Persefone.